Una delle domande più ricorrenti che mi viene rivolta sul mio blog e sul mio canale YouTube è la seguente: “è possibile imparare più lingue allo stesso tempo e come?”

E’ un argomento interessante e quindi volevo cercare di spiegarvi qual è stato il mio approccio in questi anni e come intendo affrontare le mie prossime avventure linguistiche.

Nel corso degli anni, non ho mai sentito la necessità di imparare più di una lingua alla volta. Ripensandoci ora, questo mio approccio è fondamentalemnte dipeso da 3 fattori: 1) perché non avevo fretta; 2) perché la lingua che sceglievo mi coinvolgeva così tanto che non mi veniva la voglia di affrontarne una seconda; 3) perché imparare solo una lingua alla volta mi dava la possibilità non solo di dedicare ad essa il giusto tempo e la giusta concentrazione (lavorandoci su tutti i giorni), ma anche di dedicarmi al mantenimento e al miglioramento di lingue che avevo imparato precedentemente. Vediamo più nei dettagli questi tre fattori.

1. Non avere fretta è una condizione che permette di rimanere rilassati e concentrati. In italiano esiste tutta una serie di proverbi e frasi fatte sull’effetto nocivo che spesso la fretta può avere sulle nostre vite: “la fretta è cattiva consigliera”, “chi va piano va sano e va lontano”, e così via. Trovo l’ossessione per il “tutto e subito” particolarmente deleteria: il momento più delicato dell’apprendimento della lingua, infatti, sono proprio i primi 6 mesi. Occorre dedicare alla lingua un’attenzione giornaliera e doverla dividere fra due, tre, o addirittura quattro lingue, va sicuramente a enorme discapito della qualità dell’apprendimento. L’idea che imparando più lingue contemporaneamente risulti come un’ottimizzazione del tempo sul lungo termine può rivelarsi come una pericolosa illusione se poi non si sa come affrontare un studio di tale entità..

2. Il coinvolgimento, emotivo, didattico, esistenziale che si stabilisce con una lingua è un aspetto spesso poco discusso ma molto importante nell’apprendimento. Ogni lingua porta con sé non solo suoni, parole e frasi, ma anche e soprattutto ricordi ed emozioni. I primi 6 mesi di un percorso linguistico contano anche in questo senso..

3. Il fatto di imparare attivamente una lingua non impedisce di coltivare ed espandere quelle che si sono già apprese e che, per ovvi motivi, si trovano ad un livello superiore. è quello che ho fatto negli ultimi anni decidendo di imparare 1 lingua ogni 2 anni, ossia dedicarmi a due lingue contemporaneamente su un arco di tempo di due anni. Questo mi ha permesso di portare tutte le lingue che ora conosco fino a un livello relativamente alto nell’arco di 10-20 anni. Ovviamente è una strategia a lungo termine e che comporta un abuona dose di pazienza..

 

L’esempio dei due studenti

A questo proposito, vorrei farvi un esempio per cercare di spiegarvi meglio il concetto.

Supponiamo che uno studente A e uno studente B scommettano su chi tra i due riuscirà a imparare 10 lingue nella maniera più “rapida” dato un certo lasso di tempo. Supponiamo anche che venga fornito loro un limite di 10 anni. Ora, lo studente A decide di seguire il metodo da me suggerito imparando 2 lingue ogni 2 anni; mentre lo studnete B decide di impararle tutte e 10 in contemporanea per 10 anni. Il risultato?

Ebbene, alla scadenza del limite dei 10 anni, lo studente A parla 10 lingue e ha avuto modo non solo di impararle, ma di gestire, migliorare e mantenere quelle precedenti. è in grado di conoscerne tre o quattro molto bene, e le altre decentemente. Ha livelli diversi, ma ha acquisito una competenza importante: è arrivato alla soglia in cui nel suo cervello si è formato un “nucleo” per ciascuna delle lingue che ha affrontato. Questo “nucleo” gli permette di avere una base solida in una lingua, sebbene non l’abbia praticata molto, e di portarla col tempo a un livello superiore. Questo non avviene nel caso in cui ci si è limitato a una conoscenza basica e poco approfondita..

Lo studente B, invece, ha studiato le 10 lingue dedicando ad esse la stessa quantità di tempo. Il risultato è che le parla tutte più o meno allo stesso livello, ma non è un livello molto elevato. Spesso fa confusione fra lingue simili, e in quelle che ha tralasciato (sarebbe raro, infatti, riuscire a dedicare lo stesso tempo e dedizione a un’attività per 10 anni!) sono regredite allo stato embrionale..

Alcune linee guida e qualche consiglio su come imparare più lingue contemporaneamente.

Il consiglio che do sempre a tutti è di imparare una lingua alla volta, concedersi un certo lasso di tempo per impararla e poi passare a quella successiva. è la strategia che ho seguito per le mie prime sette lingue straniere. Dal 2009 in poi, invece, la mia strategia è cambiata e ora consiste nel considerare due lingue alla volta. L’ho fatto con il cinese e il portoghese, e ora lo sto facendo con giapponese e rumeno. è una scelta che consiglio a coloro che hanno:.

  • una discreta quantità di tempo a disposizione
  • una buona dose di volontà
  • una certa esperienza nell’apprendimento delle lingue
  • una buona capacità di gestione del tempo.

 

Per chi pensa di avere la voglia ed il tempo di affrontare questa sfida multilingue, ecco dunque alcune delle linee guida che ho seguito e che penso possa risultarvi utili:

1. Cercate di scegliere un massimo di 2 lingue alla volta. Già tre lingue possono rilevarsi un carico di lavoro eccessivo e la qualità del vostro apprendimento ne risentirebbe pesantemente..

2. Scegliere due lingue diverse fra loro. Il periodo iniziale in cui si forma il “nucleo” di una lingua è molto importante, sia in termini strettamente linguistici (acquisizione di parole, suoni, strutture, ecc.) che in termini di esperienze e sentimenti legati alla lingua che si sta imparando. La diversità fra le lingue evita conflitti e sovrapposizioni che si possono rivelare nefasti. Tutti coloro che hanno imparato lingue simili, anche a distanza di tempo l’una dall’altra, hanno in qualche modo riscontrato simili conflitti. Immaginiamoci poi se si imparano, in maniera per giunta confusa e disorganizzata, due lingue simili e allo stesso tempo. Imparare spagnolo e francese o italiano, oppure tedesco e olandese, allo stesso tempo non è una buona idea..

3. Cercare di scegliere una lingua “facile” (dove per “facile” intendo dire una lingua “simile” alla vostra lingua madre) e una lingua “difficile” (ossia molto “diversa” dalla vostra)

4. L’aver scelto due lingue diverse e con un livello di complessità differente vi permette una gestione del tempo piuttosto flessibile ed efficace: potrete dedicare il 70-80 per cento del tempo a quella difficile e il 20-30 per cento a quella facile. In questo modo porterete avanti entrambe le lingue in maniera efficace..

5. Il segreto rimane studiare entrambe le lingue tutti i giorni. Ogni sessione sara divisa in 2 parti. Prima si affronta la lingua difficile e poi quella facile, calibrando il tempo e la quantità di materiale da dedicare alle due lingue a seconda della loro difficoltà..

Conclusione

Ricapitolando, in genere l’acquisizione di una lingua è una lenta maratona che richiede tempo e una certa qualità nell’approccio che si applica nello studio. Il mio consiglio è quello di imparare sempre una lingua per volta. Se tuttavia vi trovate in una serie di condizioni po necessità particolari, e siete già navigati nell’apprendimento delle lingue, il mio consiglio è cimentarvi nello studio di massimo due lingue diverse con un’adeguata gestione del tempo e delle energie da dedicare a ciascuna di esse.

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